Corso autunnale sulle Erbe Campagnole Spontanee 9-11 novembre 2012

L’Accademia Umbra delle Erbe Campagnole Spontanee, nei giorni 9-10-11 Novembre, organizza il corso per la conoscenza delle erbe campagnole spontanee e loro manipolazione in cucina. Sede del corso taverna Mezota – Spello (nei pressi di piazza del Comune di Spello)

Programma:

Venerdì 9 Novembre 2012  – ore 21.00
Mostra con spiegazione delle erbe campagnole raccolte in questo periodo autunnale.

Sabato 10 Novembre 2012 – ore 10,00
Escursione alla ricerca delle erbe campagnole spontanee. Determinazione guidata delle erbe raccolte.
In caso di maltempo verrà svolta una lezione sempre nei locali della taverna Mezota.

Domenica 11 Novembre – ore 10,00
Corso di cucina sulle erbe campagnole. Maura Morosi presenterà alcune ricette di cucina tradizionali, sia per insalate crude che erbe cotte.

Il corso è gratuito e riservato ai soci dell’ Accademia Umbra delle Erbe Campagnole Spontanee.

Per l’iscrizione andare sul link di questo Blog alla voce  ISCRIVITI ALL’ACCADEMIA.

Per maggiori informazioni telefonare al 393 6622189

Dove dormire: www.cascodellacqua.it

Goji, Lycium barbarum “il frutto di lunga vita”

La Bacca di Goji (Lycium barbarum) è un frutto di piccole dimensioni con virtù medicinali, coltivato in Cina. Viene esportato da qualche anno a questa parte, con grande successo, in tutti i paesi occidentali. Queste bacche deliziose, originarie della Cina, sono naturalmente ricche di vitamine, oligoelementi e antiossidanti. Vengono loro attribuite numerose proprietà tra cui il rinforzo delle difese immunitarie, la riduzione della pressione arteriosa e del tasso di zuccheri nel sangue e un effetto stimolante sul transito intestinale.

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La Borragine

La borragine (o boragine, borrago o borago), il cui nome scientifico è Borago officinalis appartiene alla famiglia delle Boraginaceae. E’ una pianta molto comune che si ritrova ovunque con i suoi magnifici fiori blu dagli stami quasi neri: nei prati incolti, nei bordi delle strade, lungo i muretti, nei giardini, tra le macerie, ecc. fino a 1000 m di altitudine.

L’etimologia del suo nome è incerta. Alcuni suppongono che derivi dall’arabo “abou = padre” e da “rash = sudore” cioè “padre del sudore” per via delle sue proprietà sudorifere. Altri suppongono che derivi dal latino “borra = tessuto di lana ruvida” per via dei peli che ricoprono tutta la pianta. Altri sostengono che sia derivato dal celtico “barrach = uomo coraggioso” in quanto i guerrieri di questo antico popolo erano soliti bere il vino con la borragine prima di una battaglia in quanto credevano che desse coraggio.
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Perchè questo Blog sulle Erbe Campagnole Spontanee

Un pò di storia:

Nell’inverno del 1873-1874 Georg Moritz Ebers, professore di egittologia presso l’Università di Lipsia, dopo aver acquistato un papiro lungo circa venti metri, e alto 20 cm, pubblica un articolo in cui rivela che gli egizi conoscevano circa 800 erbe e droghe, delle quali, molte erbe spontanee, sono oggi conosciute e menzionate nella Farmacopea Ufficiale di molti paesi.

Tra gli Assiri Babilonesi erano molto considerati coloro che sapevano sostentarsi con le piante spontanee. Continua a leggere

“La Ginestrella”, regina in cucina.

Chondrilla Juncea (Ginestrella, Lattugaccio comune,Pioletta,Mastrici,Erba pizzuta,Lattaiola)

Etimologia: Il nome del genere Chondrilla si riferisce al greco chondrus, seme, cartilagine ma anche grumo, usato per via del latice, il nome della specie juncea, si riferisce alla forma a giunco del fusto.

Il lattugaccio comune (Chondrilla juncea) è presente nei prati aridi, negli incolti e fra le stoppie del grano, in tutto il territorio italiano. È conosciuto anche con i nomi dialettali di lazzeo, tassella, cassella, cudidda, lattuchiello, ma chiamato più frequentemente ginestrella, perché nella fase della fioritura somiglia ad una piccola ginestra, o meglio ad un “giunco” (da cui il nome popolare di ginestrella e l’aggettivo “ juncea “ adottato da Linneo). È composto di tre strati di foglie, come anche il lessico popolare spagnolo evidenzia (“Leitugas des tres los planos”). La piccola pianta dalle foglie frastagliate è caratterizzata da una venatura rossiccia che si intensifica verso il cuore. Continua a leggere

Andiamo per erbe campagnole ?

Buongiorno a tutti gli appassionati di erbe campagnole spontanee,
si sta avvicinando la stagione migliore dell’anno, per andar a cercare le erbe campagnole (da metà Marzo fino alla fine di Aprile). Il contatto con la natura e la soddisfazione di cucinare qualcosa di  buono, salutare e con gusti che appartengone alla tradizione passata, attraggono un numero sempre maggiore di appassionati.
A tutti coloro che praticano per la prima volta questa attività, è necessario dare alcuni consigli, per non incorrere in spiacevoli inconvenienti.
– Prima di consumare un’erba e necessario essere certi di conoscerla..( nel dubbio astenersi).
– Non raccogliere erbe nei prati e nei terreni vicino alle strade con intenso traffico, nei terreni trattati con pesticidi e nei parchi cittadini.
– Raccogliere invece le erbe nei campi aridi, nei luoghi incolti, lontano dalla rete viaria.
Ecco un elenco di erbe più comuni e pregiate da ricercare nel nostro territorio umbro: Continua a leggere

Proprietà salutari della Cicoria e del Rapunzolo

La Cicoria (Cichorium intybus) ma anche altre erbe campagnole spontanee come il Rapunzolo (Campanula rapunculus) contengono inulina, uno zucchero caratterizzato dalla presenza di unità fruttosiliche legate al fruttosio. Nella dieta dei paesi industrializzati l’ingestione giornaliera media di inulina va da 1 a 10 g., a seconda delle abitudini alimentari del soggetto. Alcuni studi in laboratorio hanno dimostrato che l’inulina aumenta il numero dei Bifidobatteri e dei Lattobacilli nel grosso intestino. Continua a leggere

Il Rapunzolo ortaggio dei poveri e non solo

Quando l’inverno sta per cedere il passo alla bella stagione, molti di noi provano spesso un forte desiderio di uscire all’aperto alla ricerca delle buone erbe selvatiche che crescono un po’ ovunque, nei terreni incolti, nei prati, nei campi e ai margini dei boschi. Queste piantine si  dimostrano assai preziose per la nostra salute, soprattutto nel periodo in cui l’organismo deve liberarsi delle tossine accumulate durante i mesi freddi. Fra le più ricercate in Umbria, vi è il raperonzolo (o raponzolo), un ortaggio selvatico commestibile che, dopo aver messo a disposizione del contadino le sue foglie e i suoi fiori, gli regala generosamente anche la sua radice. Proprio per questo  motivo, in alcune regioni poco fertili, esso è chiamato anche “ortaggio dei poveri”. Continua a leggere

Insalata con Rapunzoli

Ci è sembrato opportuno iniziare la rassegna delle ricette di cucina con “Il Rapunzolo” il re delle erbe campagnole.
Nome scientifico: Campanula rapunculus L.
Nome volgare: Rapunzolo, Raperonzolo, Raponzolo

Il nome della specie rapunculus deriva dall’uso culinario della radice della pianta. Infatti, in latino, rapunculus, significa rapa. Nel Medioevo, le radici e le foglie del raponzolo, ridotte in poltiglia, venivano utilizzate per curare le ferite in virtù delle eccellenti proprietà vulnerarie della pianta. Continua a leggere