10° Corso sulle Erbe Campagnole (Rassegna stampa)

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10 Aprile 2013 – 12:01

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Vuoi mantenerti giovane e sano? Mangia erbe campagnole!

Sempre maggiore il successo riscosso tra turisti e amanti della cucina per l’utilizzo delle erbe campagnole spontanee. Da venerdì 12 Aprile a domenica 14 Aprile, il corso primaverile 2013 presso la country house “Casco dell’Acqua” di Trevi.

Spello, 10 aprile – Una passeggiata tra gli oliveti dei “Colli Assisi-Spoleto”, dove lo sguardo si perde in una vallata piena di storia e d’incanto, alla ricerca di piante ed erbe che non riconosciamo più ma che una volta facevano parte della vita e della dieta familiare tradizionale…e poi tutti in cucina, per passare dalla teoria alla pratica!
“L’Umbria è una regione in grado di trasmettere emozioni non ripetibili in altri territori – spiega il presidente dell’Accademia Umbra Erbe Campagnole Spontanee, Luciano Loschi – che più di altre si presta ai turisti per poter far vivere esperienze in cui natura, salute, tradizioni, gastronomia, storia e paesaggio si fondono. È questa la “formula segreta” della popolarità riscossa dai corsi che da circa 6 anni, uno in primavera ed uno in autunno, l’Accademia porta avanti con successo grazie ad un qualificato gruppo di volontari che si autofinanzia.
Ogni anno abbiamo ospiti diversi: quest’anno ha aderito al nostro invito l’Associazione Fitoterapia Mario Resta di Todi che per voce del suo presidente, il Dr. Cesare Grassetti, aprirà il corso venerdì alle ore 17, con una lezione sulle piante utili nei disturbi alimentari e nutritivi, fisici e mentali”.
A seguire l’intervento del prof. Loschi, alle ore 18.30, sul riconoscimento delle erbe campagnole selvatiche e loro aspetti nutrizionali: un interessante punto di vista che il prof. Aldo Ranfa, dell’Università di Perugia, facoltà di Agraria, ha raccontato sulla rivista scientifica di botanica. Sabato 13 si inizia presto: alle ore 9 si parte alla ricerca delle erbe, con spiegazione e riconoscimento sul posto. Domenica tutti in cucina: per imparare l’uso delle erbe campagnole raccolte secondo la tradizione umbra. Il Cooking Show sarà svolto dal team di cucina della country house Casco dell’ Acqua. L’evento quindi si pone alla attenzione non solo di coloro che apprezzano le erbe per un uso gastronomico, ma anche per un loro uso terapeutico e per il loro contenuto nutrizionale. Il corso è gratuito per i soci dell’Accademia, quota associativa €10,00 l’anno. Pranzo solo su prenotazione, con conferma entro la sera del 12 aprile al costo di €20,00. Il numero dei partecipanti per motivi logistici sarà di un massimo di 50 persone.
Per info tel. 393 6622189 oppure www.accademiaerbecampagnole.eu.

 

La carota selvatica (Daucus carota L.) pianta magica

Queen Anne’s Lace (Daucus carota)

Etimologia: Il termine Daucus sembrerebbe derivare dal termine greco “dakkos” che
significa pianta selvatica, carota sempre dal greco”Karotón”

Descrizione: Pianta erbacea biennale, a volte perennante, con radice a fittone verticale ± ingrossato e lignificato, di colore giallo-biancastro; scapo fiorale rigido e irsuto, può essere semplice o ramificato fin dalla base, assumendo un portamento da slanciato a semi-cespuglioso, raggiunge in genere l’altezza di 1 m, potendo, a volte, superare anche 1,70-2 m.

Foglie
Le foglie sono picciolate e abbraccianti il fusto, da 1 a 4-pennatosette (sono divise fino alla nervatura principale), quelle basali con un numero maggiore di divisioni, e di dimensioni maggiori, rispetto a quelle della parte apicale; i segmenti sono da lineari a oblunghi a lanceolati, in prevalenza lineari nella foglie della porzione apicale.

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Foglia della parte alta del fusto con segmenti anche laciniati; si nota il picciolo con i margini revoluti in modo da avvolgere il fusto.

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Foglia della parte bassa del fusto.

Costituenti chimici
Nel  Daucus sono state segnalate numerose sostanze: acetone, asarone, colina, etanolo, acido formico, saccarosio, glucosio, glutatione,
asparagina, Carotene, vitamine B1, B2, C, PP, E, D. La pianta contiene inoltre glucidi, provitamina A, vitamina B e C, sali minerali e pectite.

Uso Alimentare
La  pianta non ha usi particolari alimentari, benchè si possano usare le foglie tenere in insalata e le radici tagliate a pezzi e fatte bollire, poi condite. Dai semi si estrae un olio, utilizzato nella fabbricazione di liquori e nella preparazione di composti aromatici.

Uso Cosmetologico
L’olio  dal delicato profumo di iris, viene impiegato in profumeria e nelle creme antirughe miscelato e combinato con altri oli di origine vegetale.
Le radici vengono impiegate nell’industria per l’estrazione di carotene  e di coloranti. Utilizzata anche per la preparazione delle più note maschere di bellezza, la cui ricetta prodigiosa sembrerebbe essere una miscela perfetta della polpa di questa pianta, con avocado e cetriolo.

Uso Farmacologico
In  fitoterapia viene indicata come vitaminica, rimineralizzante, stimolatrice delle difese immunitarie, oftalmica, diuretica e cicatrizzante. Per applicazioni dermatologiche, dai semi si ottiene un olio essenziale, utilissimo per la cura della psoriasi, degli eczemi e delle dermatiti. I semi e i frutti della carota selvatica hanno proprietà diuretiche. L’infuso di carota selvatica è efficace in caso di  difficoltà di urinare.

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

Medicina alternativa e Curiosità
Le  radici della carota selvatica hanno proprietà che attenuano le infiammazioni dello stomaco e dell’intestino, stimolano la diuresi, depurano l’organismo, purificano e decongestionano le pelli arrossate dalle scottature. La carota selvatica si rivela particolarmente efficace  nella protezione della pelle e facilita l’abbronzatura impedendo l’aggressione dei raggi ultravioletti. Dai semi si estrae un olio usato in profumeria. L’infuso dei semi stimola la digestione ed è di sollievo nelle affezioni delle vie urinarie. Nelle essenze floreali francesi la carota selvatica favorisce la calma e riposa la mente. Nelle essenze floreali californiane viene usata come rimedio naturale per lo scarso rendimento sessuale.

Note
Il  centro del fiore, di colore rosa scuro/violaceo, viene usato dai miniaturisti come colore. La progenie della carota selvatica è quella che ora si coltiva in tutto il territorio italiano e i fittoni hanno un buon profumo di carota. Durante il regno di Giacomo I, in Inghilterra, le dame si adornavano i capelli con ghirlande fatte di fiori di Daucus  carota. Gli antichi greci chiamavano anche la carota col termine di “Stafilinos”, che indicava la gola, o meglio le infezioni orofaringee.
Nell’antichità si riteneva che un fiore di carota raccolto nelle notti di luna piena, servisse a curare l’epilessia, che aiutasse il concepimento, e che per favorirlo fosse necessario bere un bicchiere di vino, nel quale fossero stati bolliti i fiori della pianta. In aromaterapia l’olio essenziale di questa essenza viene indicato per il trattamento e la rimozione delle rigidità emozionali che interessano il plesso solare e il cuore.

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Fiore di Carota selvatica

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Corso sulle Erbe Campagnole Spontanee 12-14 aprile 2013

Da Venerdì 12 aprile a Domenica 14 aprile, presso la    Country House “Casco dell’Acqua” di Trevi    logo conutry house cascodellacqua

logo organizza con la partecipazione di Logo associazione mario resta

 il corso primaverile 2013 sulle Erbe Campagnole Spontanee.

Grazie alla ospitalità concessa alla nostra associazione, dalla Country House “Casco dell’Acqua”, sarà possibile utilizzare oltre agli ampi spazi della struttura anche la cucina dove si svolgerà un Cooking Show sulle erbe campagnole.

Per motivi logistici possiamo ammettere al corso massimo 50 iscritti Continua a leggere